24 ottobre 2007

Emozioni


..."In generale non siete voi ad usare le emozioni, ma sono loro ad usare voi, sicchè ne nascono una grande sofferenza e una grande agitazione. Per rovesciare la situazione, dovete imparare a gestirle: allora smetteranno di usare la vostra mente e sarete voi che comincerete ad usarle; e sarà molto meglio... La vostra mente diventerà più stabile e la sofferenza diminuirà.
Ed ora, come imparare a fare così? Prima di tutto, vediamo che cosa s'intende per stabilità della mente, in modo che saprete che cosa cercare.
La mente è stabile quando non viene distratta da ciò che accade intorno a noi: questo non significa essere tanto concentrati da non vedere cosa accade, ma significa che ciò che vedete non vi disturba più. Una mente calma non è una mente letargica, ma una mente eccezionalmente cosciente, chiara e piena di energia. Quando l'acqua è chiara potete vedere la natura del fondo dello stagno, e quando la mente è chiara potete vedere la vostra vera natura. Il vostro aspetto compassionevole diventa visibile e può agire attraberso di voi."

Tratto da "A... come Buddha!" di Lama Jigmela Rinpoche

21 ottobre 2007

Perchè dormire?


A cosa seve il sonno? Ci sono varie ipotesi ma di fatto nessuno ha ancora trovato una spiegazione definitiva. Sulla base degli esperimenti condotti sulla privazione di sonno sappiamo che se non dormiamo mai per un certo periodo cominciamo a perdere interesse per la realtà e si manifestano allucinazioni. Da chè ne deduco che il sonno sia in relazione con il senso di realtà.
Dagli ultimi studi sul sonno è emerso che nel complesso serve a permettere al cervello di riorganizzarsi. In pratica ogni volta che vi svegliate non avete più la medesima struttura fisica dell'organo, di quando vi siete coricati. Impercettibili collegamenti sono stati fatti mentre altri vengono assotigliati o distrutti. Alcuni ricordi sono stati fissati meglio, altri sono stati sbiaditi... chi decide quali eliminare e quali rinforzare? L'esperienza pare. O meglio ciò che vi accade, come e quante volte accade, insieme al modo in cui viene percepito ciò che è accduto. E' quasi un processo inconsapevole.
Lo scopo? Sembrerebbe quello di apprendere ad adattarsi meglio all'ambiente. Come se si fosse appreso che l'ambiente non è un elemento fisso. Però chi è che lo deve apprendere? E chi è che lo ha appreso finora? Il cervello per come funziona sembra che sia programmato in questo modo strutturalmente (cioè come se sapesse, prima di sperimentarlo vivendo, che l'ambiente muta velocemente) Quest'esperienza sembra venga da prima della nascita: non è un sapere che si riferisce ad un singolo ciclo vitale di un individuo, e qui la cosa diventa interessante.

20 ottobre 2007

Domenica ore 15.00 "Alle falde del Kilimangiaro"


Domani pomeriggio, alla trasmissione su rai tre, sarà ospite Lama Luigi, che è il mio insegnante di Dharma, per parlare di buddhismo :D

(nella foto Lama Luigi insieme al Karmapa)

19 ottobre 2007

La vita imita se stessa.


C'è una evidente imitazione del vivere nelle manifestazioni del vivere stesso. Ripetizioni, schemi, modelli. Per comprendere basterebbe osservare uno schema e pensarlo in altri contesti.
La struttura stessa della materia (Elettroni attorno a un nucleo) è richiamata dai sistemi nell'universo (pianeti attorno a una stella). La caduta di meteoriti con sostanze organiche ricorda l'inseminazione. In effetti una volta lessi che tutta l'evoluzione di un organismo sembra mimare le varie tappe dell'evoluzione della specie: nelle fasi di sviluppo dell'embrione e del feto con le varie 'conquiste' evolutive della vita sul pianeta.
Il ciclo veglia e sonno ... insomma il dormire e lo svegliarsi, imiterà quindi il ciclo di morti e rinascite? O forse potrebbe rappresentare qualcosa di più. In una notte viviamo numerosissimi sogni, anche se al risveglio ne ricordiamo solamente qualcuno. Quindi il passaggio da un sogno alla fase di sonno senza sogni e poi di nuovo ad un altro sogno... questa struttura del sonno, del dormire potrebbe 'mimare' il ciclo delle morti e rinascite, in cui siamo molto condizionati dalle illusioni mentali e dalle emozioni. Il risveglio quindi potrebbe rappresentare il vero RISVEGLIO, lo stato in cui ci si rende conto che nel vivere, in realtà si stava sognando.

10 ottobre 2007

Meditazione naturale


La meditazione naturale

Lascia questa mente, la tua, distesa, senza artifizio.

In questo stato, guarda il moto dei pensieri,

fissa questo movimento senza forzare.

In questo stato si rivela la calma.

Nessun attaccamento alla calma,

nessuna paura del movimento.

Nessuna differenza tra la calma e l’attività:

riconosci questi due stati come fenomeni mentali che

sorgono dalla mente.

In questo stato riposa......

Senza aggrapparti, senza attaccamento, nell’essenza naturale.

In questo stato, sorgerà l’essenza della tua stessa mente,

saggezza, radiosa vacuità, e non avrai parole.......

in questo stato, spunterà una stabilità naturale.

Non dare alla stabilità un valore speciale,

ma sii spontaneo, naturale e libero.

Non attaccarti alle creazioni della mente e non respingerle

ma, per favore, dimora.

Lama Ghendün Rinpocé

da http://www.buddhismo-kagyu.org/Insegnamenti.htm


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L'incontro con S.E. Beru Khyentze Rinpoche è stato fantastico. Ha parlato con saggezza e cercando di trasmettere l'importanza dell'amore nella ricerca della felicità e della pace.
Mi auguro che questo nostro grande maestro torni presto a farci visita.


08 ottobre 2007

Da 101 storie Zen



Il Buddha disse: "Considero la posizione dei re e dei governanti come quella dei granelli di polvere. Osservo tesori d'oro e di gemme come se fossero mattoni e ciottoli. Guardo le più belle vesti di seta come cenci strappati. Vedo le miriadi di mondi dell'universo come i piccoli semi di un frutto, e il più grande lago dell'India come una goccia d'olio sul mio piede. Mi accorgo che gli insegnamenti del mondo sono l'illusione di maghi. Considero il più elevato concetto di emancipazione come un broccato d'oro in un sogno e vedo il sacro sentiero dei risvegliati come fiori che si schiudono ai nostri occhi. Vedo la meditazione come il pilastro di una montagna, il nirvana come un incubo delle ore diurne. Considero il giudizio del bene e del male come la danza serpentina di un drago e il sorgere e il tramontare delle credenze come null'altro che le tracce lasciate dalle quattro stagioni".

http://perle.risveglio.net/