Vivere una copia senza l'originale

"Certe volte, faccio un mio esperimento mentale che funziona così: che succederebbe se tutti avessero ragione? Aristotele e Platone, Davide e Golia, Hobbes e Locke, Hitler e Gandhi, Tom e Jerry. Avrebbe senso? E poi mi viene in mente mia madre e penso che no, non tutti hanno ragione. Per parafrasare il fisico Wolfang Pauli, lei non ha nemmeno torto. Forse è a questo punto che si trova la società umana ora, all'inizio del ventunesimo secolo: non ha neanche torto. La gente del diciannovesimo secolo si sbagliava, nel complesso, ma noi stiamo facendo qualcosa di molto peggio. Viviamo in base al principio di indeterminazione e al teorema di incompiutezza,con filosofi secondo i quali il mondo è diventato un simulacro, una copia senza l'originale. Viviamo in un mondo dove nulla può essere reale; un mondo di infiniti sistemi chiusi e di particelle che potrebbero stare facendo qualsiasi cosa tu voglia. (ma probabilmente non lo fanno)"
(tratto dal libro: "Che fine ha fatto Mr.Y?" di Scarlett Thomas)

Una copia senza l'originale... e pure provvisoria aggiungerei. Con l'impressione di limiti, che manchi sempre qualcosa. Non nell'essenza, ma nel movimento, nelle percezioni, nel modo in cui si struttura il pensiero. Quello che dovrebbe essere una solida realtà, osservandola diventa qualcos'altro: interpretazione di probabilità, collegamenti, memoria e immaginazione. Potendo per un momento uscire dalla realtà, vedendola dal "di fuori" sembrerebbe impensabile poterci credere! ... eppure.
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