31 agosto 2011

Intervista con Shamar Rinpoche, 5 Luglio 2011 by Erik Curren


Intervista con Shamar Rinpoche, 5 Luglio 2011 by Erik Curren, l'autore del libro: "Buddha's Not Smiling".

Q. Rinpoche, lei ha condotto una cerimonia al primo World Peace Monlam Chenmo in Nepal, il 22 Novembre 2010 a Kathmandu, conferendo l'Iniziazione di Amitabha ad un vasto gruppo di seguaci – secondo il numero di benedizioni distribuite ai partecipanti, 120,000 persone. Gli aderenti provenivano soprattutto dalle lontane zone collinari per ricevere l'iniziazione. Si ritiene soddisfatto di questo insolito evento?

Kunzig Shamar Rinpoche:

No, non sono soddisfatto.
Per questo evento, sono stati informati i buddhisti che abitano le zone collinari, che siccome hanno una grande devozione, si sono sobbarcati di impressionanti difficoltà pur di venire e partecipare all'evento. Molta gente ha camminato per per diversi giorni per raggiungere la stazione degli autobus, e poi hanno dovuto prendere l'autobus per molte ore per raggiungere Kathmandu. Alcuni furono nauseati dal mal d'auto e vomitarono. Una volta raggiunta la capitale le difficoltà continuarono. Avevano bisogno di trovare alloggio e cibo che fosse abbordabile per loro. Poi per ricevere l'iniziazione hanno dovuto restare in fila per ore. Alcuni sono svenuti per il caldo. Quando finalmente mi hanno raggiunto, un vaso decorato in argento e oro ha toccato la loro testa per due secondi. Tutto qui.

Q. Significa che il vaso in argento che lei usa durante l'iniziazione e solo un oggetto simbolico?

Toccare la testa con un vaso d'argento e solo una tradizione tibetana. La gente crede che c'è un potere di benedizione in quell'atto, ma c'è una gran quantità di superstizione coinvolta. Ho recitato la dharani lunga del Buddha Amitayus costantemente. Ciò ha certamente dato più benedizioni del vaso che ho messo sulla testa delle persone. La dharani ha più potere. I Maha Siddhas (grandi yogi) che avrebbero potuto operare (il potere) tramite l'oggetto esistevano al tempo di Mila Repa o al più nel periodo di Thantong Gyalpo in Tibet. Al giorno d'oggi non è quasi più possibile.

Q. Condurrà ancora la stessa cerimonia?

Si quest'anno, in novembre, ho ricevuto la richiesta dalla comunità buddhista Newari di Patan di dare un'altra iniziazione. Cinquanta mila persone hanno annunciato la loro presenza, ma non sarei sorpreso se ancora una volta vi partecipassero più di 100,000

Q. Lei ha affermato sul suo sito web che non è interessato ad incoraggiare i giovani a diventare monaci o monache. Può dirci qualcosa di più sulle sue motivazioni?

Per quanto riguarda i giovani , invece di fare monaci e monache bambine di giovane età, ci dovrebbe essere una scuola in cui insegnare "Buddhismo di base" come materia a tutti i giovani ragazzi e ragazze. In questo modo le giovani generazioni verrebbero istruite sul buddhismo nel corso dei loro anni scolastici, e allo stesso tempo sarebbero anche pronti a diplomarsi e cercarsi un lavoro, avendo comunque una buona conoscenza di base del buddhismo. Se qualcuno di loro dovesse decidere di entrare nel Dharma in un modo più impegnato, come ad esempio entrando in un monastero, sarebbero in grado di prendere le loro decisioni sulla base di di una già acquisita conoscenza del Dharma. Sarebbe poi molto facile per loro assorbire il Dharma in maniera profonda. I lama che insegnano nelle città dovrebbero far così senza politiche settarie, senza alcun riguardo al lignaggio in cui loro si sono addestrati. Dovrebbero semplicemente insegnare il Dharma.

Q. Così, giusto per esser sicuri che sia chiaro, lei non fu soddisfatto della cerimonia che tenne nel novembre del 2010. E' corretto?

Devo aggiungere che nonostante le obiezioni che ho pronunciato qui riguardo alle grandi iniziazioni, è stato un grande piacere e soddisfazione venire in Nepal lo scorso anno e vedere l'unificazione di tutti i buddhisti indigeni nella federazione nepalese di di gente indigena. Credo che in quanto federazione di buddhisti uniti essa possa giocare un ruolo importante per ristabilire la pace e la prosperità in questo paese.

tratto da: www.shamarpa.org


19 luglio 2011

Attenti al furgone

Dalla triste vicenda di Yara Gambirasio in poi sono spuntati nelle cronache dei giornali alcuni inquietanti episodi di tentate aggressioni da parte di uomini col furgone. Alcuni esempi:

"Via Sardegna è la strada periferica che dal centro di Montecchio porta alle abitazioni di due ragazzine, una bionda (14 anni) e l’altra bruna (13 anni), le quali hanno rilasciato un’importante testimonianza ai microfoni di Chi l’ha visto. Il 20 agosto scorso, sono state entrambe aggredite da un uomo, che ha tentato di caricarle su un furgone bianco. Durante quello che può essere definito a tutti gli effetti un assalto, l’uomo non ha pronunciato una parola, impassibile, sguardo imperturbabile e fare sicuro, come se lo avesse fatto altre volte…

il furgone bianco con il quale è avvenuta l'aggressione a Montrucchio
Ecco il furgone bianco di Montecchio Maggiore

Inizia il racconto la ragazzina bionda, che ha difeso con tutte le sue forze l’amichetta aggredita, con la quale stava passeggiando:

Lei mi ha detto che ha visto quest’uomo e io mi sono girata, facendo finta di niente. Ho iniziato ad aver paura perché non mi sembrava tanto normale. Abbiamo aumentato il passo e, dopo 5 minuti, abbiamo visto arrivare un furgone bianco uscire dal parcheggio della Scuola superiore. Ha costeggiato di fianco il parco giochi dell’asilo. E’ sceso un uomo, che ha fatto finta di niente, ha aperto il portellone di fianco ed è salito sul furgone. Si è girato, poi è saltato giù dal furgone e si è piazzato davanti la mia amica. Abbiamo iniziato ad urlare come matte. Io l’ho aggredito con il cellulare e il libro preso dalla biblioteca…glieli ho lanciati addosso, poi ho preso la rincorsa e gli sono saltata sulla schiena e ho iniziato a dargli calci e pugni. Lui si è girato, mi ha mollato uno schiaffo e mi ha buttato per terra. Ha potuto così afferrare la mia amica un’altra volta per il collo.

La ragazzina bruna poi aggiunge:

Si è messo davanti a me e mi ha preso per il collo. Allora mi sono buttata per terra perché ho pensato che faceva più fatica a caricarmi. La mia amica ha iniziato ad urlare e lo ha aggredito. Ma lui mi ha afferrato di nuovo per il collo per trascinarmi nel furgone. Io ho urlato…Dal parcheggio dell’ospedale poi è arrivato un signore, che ci ha detto di essersi allarmato per un uomo che ci inseguiva a piedi e che è rimasto lì a guardare…

Grazie all’intervento di un passante, che ha iniziato a bussare il clacson per intimare all’aggressore di lasciare le due ragazzine, entrambe si sono salvate da chissà quale destino. L’uomo (che vedete nella foto, mostrata durante la diretta di Chi l’ha visto) è stato arrestato grazie alla loro testimonianza e riconosciuto tramite una fotografia. Individuato anche il misterioso furgone bianco, di cui si è parlato per mesi a Brembate di Sopra." - http://www.fanpage.it

E poi queste altre due aggressioni nel Veronese in pieno giorno a distanza di un mese l'una dall'altra:

"Aggredita, cercano di caricarla su furgone
EPISODIO INQUIETANTE. Due uomini in azione poco dopo mezzogiorno a Parona, in zona industriale al confine con Arbizzano. La donna ha urlato ed è riuscita a liberarsi. Un mese fa un episodio analogo in via Fincato, vittima una dodicenne Ma anche in quel caso la reazione della giovanissima aveva messo in fuga la coppia
15/07/2011
Zoom Foto
Via Valpolicella, tra Parona e Arbizzano. Ieri qui c'è stata l'aggressione alla donna FOTO MARCHIORI

Parona. È successo di nuovo, come un mese fa. Due episodi inquietanti e ancora circondati da un alone misterioso. Ci sono due donne che possono raccontarli e inquirenti al lavoro per evitare che possano ripetersi. Ci sono due persone, forse dell'Est, per l'accento, (ma non è detto), comunque di carnagione chiara, che per due volte hanno tentato di caricare prima una ragazzina, ieri pomeriggio una donna, su un furgone. In entrambi i casi il loro tentativo è fallito.
Il caso più recente è quello di ieri dopo mezzogiorno e mezzo. Via Valpolicella, la strada che porta a Castelrotto da Parona. Una cinquantenne sta transitando sulla strada intenta alle sue commissioni. Quella è una zona dove ci sono case vecchie e villette a schiera e poco più avanti campi a sinistra e fabbriche sulla destra. È una di quelle strade che con la calura di questi giorni sono quasi deserte.
La donna viene affiancata da un furgone di colore chiaro (pare che altro nessuno sappia dire). Un uomo resta alla guida un altro, con una calza da donna sul viso a camuffargli i connotati scende, e cerca di trascinare la donna dentro al furgone.
La poveretta teme una rapina, perchè all'inizio non capisce che cosa stia succedendo. Non è certo ricca da ipotizzare che sia vittima di un tentativo di rapimento. Ma quando vece che non è alla sua borsa che l'uomo punta, teme il peggio. Così si divincola, tira calci all'impazzata, che evidentemente raggiungono lo scopo. Transitano altri automobilisti, vedono che la donna urla, è terrorizzata, e tutto questo fa sì che gli uomini se ne scappino via senza lasciare traccia.
I due testimoni chiamano l'ambulanza e poi raccontano ai carabinieri di Verona, chiamati sul posto, quello che è accaduto. Nel pomeriggio la donna e i testimoni sono stati sentiti in caserma a Verona per ore. Ed è così che salta fuori un precedente analogo, un mese fa, nella trafficatissima via Fincato.
Quella volta a essere presa di mira è stata una ragazzina: 12 anni. Anche quella volta erano in due. Uno era rimasto alla guida del furgone, ha raccontato la ragazzina nella denuncia presentata alla polizia che era intervenuta dopo l'allarme al 113. Erano riusciti a caricare la poveretta sul furgone nonostante lei avesse dato morsi, si fosse dimenata, avesse fatto di tutto. Bravissima, con la forza della disperazione mentre l'uomo tentò di chiudere il portellone del furgone lei sferrò l'ennesimo calcio tra le gambe del suo rapitore, che si accasciò al suolo. E lei potè fuggire. Adesso i carabinieri metteranno a confronto i racconti e cercheranno nuovi elementi per rintracciare i due uomini."
- http://www.larena.it

29 marzo 2010

Brescia, conferenza sulla meditazione - ingresso libero

Giovedì 15 Aprile
alle ore 20.30
Conferenza pubblica a ingresso libero

"Ottenere un equilibrio personale e sociale attraverso la meditazione"

relatore Lama Luigi
presso Sala Pasquali di via Pasquali, 5 - Brescia

20 luglio 2009

HH Karmapa con la corona/cappello di Gampopa

H.H. 17th Karmapa Trinlay Thaye Dorje wearing the Gampopa Crown

Dal sito ufficiale di HH Karmapa su myspace:
http://www.myspace.com/blackhatlama

02 luglio 2009

Ryuichi Sakamoto - Little Buddha