Da "Il mago di Earthsea" di U. Le Guin

"Ged rimase solo ad attendere, per un pò. Restò immobile, mentre il cuore gli batteva forte perchè gli pareva di percepire presenze e poteri invisibili all'opera intorno a lui e capiva che quel luogo era fatto non soltanto di pietre ma anche di una magia più forte della pietra. Era nella sala più interna della Casa dei Saggi, che era aperta al cielo.
Poi, di colpo, scorse un uomo biancovestito che l'osservava attraverso gli spruzzi d'acqua della fontana. Quando i loro sguardi s'incontrarono, un uccello cantò tra i rami di un albero. In quel momento Ged comprese il canto dell'uccello e il linguaggio dell'acqua che cadeva nella vasca della fontana, e la forma delle nubi e l'inizio e la fine del vento che faceva stormire le foglie: gli parve di essere lui stesso una parola pronunciata dalla luce del sole.
Poi quel momento passò, e lui e il mondo tornarono come prima, o quasi come prima."
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