28 febbraio 2007

Le condizioni del cambiamento secondo Maxwell Maltz


Per poter realizzare un vero cambiamento Maxwell Maltz pone delle condizioni necessarie, senza le quali qualunque procedimento diventa inutile. Una è di avere un'immagine del bersaglio che davvero si vuole centrare. Immaginarserlo il più spesso possibile senza preoccuparsi dal come e del quando o altri pensieri che giustificherebbero impedimenti e difficoltà. Al contrario bisogna riuscire a immaginare il risultato finale che vogliamo ottenere senza il percorso. Sarà la mente inconscia a fare il resto del lavoro e a trovare i percorsi.
L'altra condizione è di riuscire a vedersi nel nuovo ruolo o scenario che si vuole raggiungere. Se non ci si vede nel ruolo diverso che desideriamo, qualsiasi terapia, sforzo o procedimento sarà vano.
(Per leggere il precedente post tratto dal libro "psicocibernetica" di Maxwell Maltz clikka QUI)

25 febbraio 2007

Il 3 marzo. Un giorno speciale.



Approfittando del bel tempo avevo piantato un pò di fiori sul balcone.
Ora stanno fiorendo e il profumo inebriante dei giacinti riesce a mettermi di buon umore!!!

Questo periodo risulta essere per gli astrologi tibetani molto prezioso. Soprattutto il giorno di sabato 03 marzo che è particolarmente speciale perchè si festeggia l'inizio dei miracoli del Buddha. Inoltre c'è l'eclisse lunare totale e gli effetti di tutte le attività, sia positive che negative, verranno moltiplicate 100.000 volte. Quindi mi raccomando per sabato sforzatevi a dare il meglio di voi!!!

Inoltre è il giorno del: Parinirvana di Naropa (1016-1100), di Marpa Chokyi Lodro (1012-1097), del 7° Karmapa Chodrak Gyatso (1454-1506) e il Compleanno di Garab Dorge e Chogyam Trungpa (1939-1987)


21 febbraio 2007

Citazione: Lord John Browne

"Rinunciare all'illusione di poter prevedere il futuro è un momento liberatorio. Bisogna acquisire la capacità di reagire"
Lord John Browne


Sembra proprio il giusto input di cui ho bisogno. Sono giorni che rimando una commissione per mille motivi, tutti immaginari. Oggi non vado, mi stancherei troppo. Oggi dovrò concentrarmi su questo lavoro, farò tardi. Oggi sarà strapieno di gente... Devo decidermi! Il mio medico è andato in pensione ed ora sono senza!!! Devo andare al distretto della mutua (ed ogni volta che ci penso mi scatta in testa la musichetta del celebre film di Alberto Sordi "il medico della mutua") per sceglierne un altro.... ma non si poteva farlo via internet??? UFFFFAAAAA!

20 febbraio 2007

Nietzsche, Dio è morto



125. L’uomo folle.
Avete sentito di quel folle uomo che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”. E poiché proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. “È forse perduto?” disse uno. “Si è perduto come un bambino?” fece un altro. “0ppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? È emigrato?” – gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: “Dove se n’è andato Dio? – gridò – ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all’ultima goccia? Chi ci dètte la spugna per strusciar via l’intero orizzonte? Che mai facemmo, a sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Dov’è che si muove ora? Dov’è che ci moviamo noi? Via da tutti i soli? Non è il nostro un eterno precipitare? E all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non si è fatto piú freddo? Non seguita a venire notte, sempre piú notte? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo dunque nulla? Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Anche gli dèi si decompongono! Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci? Quali riti espiatòri, quali giochi sacri dovremo noi inventare? Non è troppo grande, per noi, la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dèi, per apparire almeno degni di essa? Non ci fu mai un’azione piú grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtú di questa azione, ad una storia piú alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!”. A questo punto il folle uomo tacque, e rivolse di nuovo lo sguardo sui suoi ascoltatori: anch’essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. “Vengo troppo presto – proseguí – non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perché siano vedute e ascoltate. Quest’azione è ancora sempre piú lontana da loro delle piú lontane costellazioni: eppure son loro che l’hanno compiuta!”. Si racconta ancora che l’uomo folle abbia fatto irruzione, quello stesso giorno, in diverse chiese e quivi abbia intonato il suo Requiem aeternam Deo. Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: “Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?”.

Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1976, vol. XXV, pagg. 213-214

19 febbraio 2007

L'apertura del terzo occhio


..." Il Lama Minyar Dondup mi prese la mano e disse: "Questo intervento è molto doloroso, Lobsang, e può essere esguito solo se tu sei pienamente cosciente. Non occorrerà molto tempo; pertanto cerca di star fermo il più possibile". Vedevo vari strumenti disposti l'uno accanto all'altro, e tutta una serie di pozioni d'erbe; dissi a me stesso: "Bè, Lobsang, ragazzo mio, ti faranno la festa in un modo o nell'altro, e tu non puoi impedirlo in nessun modo... non ti rimane che startene tranquillo". Il lama che aveva lo strumento si voltò a guardare gli altri e disse:"Tutto è pronto? Incominciamo subito, il sole è appena tramontato". Mi premette lo strumento contro il centro della fronte e ne fece ruotare l'impugnatura. Per un attimo ebbi la sensazione che qualcuno mi stesse pungendo con spine. Sembrava che il tempo si fosse fermato. Non sentii alcun dolore particolare mentre lo strumento penetrava nellapelle, ma, vi fu una piccola scossa quando toccò lasuperficie dell'osso. Il lama intensificò la pressione, facendooscillare un poco lo strumento, inmodo che identi penetrasseronell'osso frontale. Il dolore non era affatto lancinante; si trattava di semplicemente di un senso di pressione e di una sofferenza sorda. Non mi mossi, perchè il lama Mingyar Dondup mi stava guardando; avrei preferito morire anzichè muovermi o gridare. Aveva fede in me come io in lui; sapevo che quanto diceva e faceva era era giusto. Mi stava osservando, in quel momento, molto attentamente, con un lieve guizzare di muscoli in tensione agli angoli della bocca. Di colpo si udì un lieve crac e lo strumento penetrò l'osso. All'istante il suo movimento venne fermato dall'attentissimo chirurgo. Egli tenne ben fermo il manico dello strumento mentre il lama Mingyar Dondup gli passava una durissima e pulitissima scheggia di legno, esposta al fuoco e all'azione di certe erbe per renderla resistente come acciaio. Questa scheggia venne inserita nella "U" dello strumento e fatta scivolare in modo che penetrasse nel foro praticatomi nel cranio. Illama che operava si spostò lievemente di lato per consentire anche al lama Mingyar Dondup di venirsi a trovare di fronte a me. Poi,ad un cenno di Dondup, l'operatore, con precauzione infinita, spinse la scheggia sempre piùavanti. Di colpo, provai una sensazione pungentee solleticante, in apparenza alla radice del naso. La sensazione cessò e io divenni conscio di profumi sottili che non riuscii a riconoscere. Anch'essi svanirono rapidamente e furono sostituiti dall'impressione di spingere o di essere spinto, contro un velo cedevole. Ad un tratto, ecco il lampo accecante, e in quell'attimo il lama Mingyar Dondup disse: "Basta!". Per un momento, il dolore fu intenso, come una fiamma bianca, lacerante. Diminuì, si spense, e fu sostituito da spirali colorate e da globuli di fumo incandescente. Lo strumento metallico venne rimosso con precauzione. La scheggia di legno rimase; sarebbe rimasta nel mio cranio per due o tre settimane, e, fino a quando non l'avessero estratta, io dovevo restare in quella piccola stanza quasi immersa nelle tenebre."...

(tratto dal celebre: "Il terzo occhio" di Lobsang Rampa - immagine dal sito: http://www.naturalspirit.it/)

Questo racconto, che io sappia, non rispecchia alcuna tradizione del buddhismo tibetano, ma è, insieme ad altri episodi molto interessanti, ciò che rende il libro appetibile agli appassionati di esoterismo. La trapanazione del cranio è una pratica antica. Nata per curare l'emicrania si è poi diffusa con lo scopo di ampliare latenti poteri della mente. Ancora oggi è praticata in alcuni luoghi in oriente o da qualche fanatico occidentale. Sono piuttosto certa che non abbia alcun effetto reale. Probabilmente se qualche trapanato afferma il contrario i casi sono due: o la suggestione di un'azione pericolosa come questa ha sortito il suo effetto o nel praticare il foro si è andati troppo a fondo! Fatto stà che se avere un'apertura nel cranio conferisse automaticamente un qualche potere mi chiedo come mai una cara amica a cui non si sono mai saldate le ossa della fontanella, e che quindi ha una bella apertura naturale sulla cocuzza del cranio, non ha assolutamente alcun potere o intuizione soprannaturale!!!

15 febbraio 2007

Gertrude Bell, altro che veline!!!

Credo che in quest'epoca effimera ci sia bisogno di conoscere esempi forti e reali. Vi presento Gertrude Bell.

"Gertrude Bell nacque nel 1868 nell'Inghilterra vittoriana e crebbe all'ombra del più grande modello per l'Inghiltera di quell'epoca: la regina Vittoria. Tutto era predisposto affinchè vivesse una vita convenzionale. I genitori auspicavano per lei un futuro di buona moglie, brava madre e brava donna. Oltremodo intelligente, onesta e schietta (non propriamente le doti più desiderabili per una signora vittoriana), sarebbe diventata una delle persone più potenti dell'impero britannico. Fu la prima donna a laurearsi a pieni voti in storia moderna presso l'università di Oxford. Trascorse la vita viaggiando in lungo e in largo, e per due volte fece il giro del mondo. Fu una valente schermitrice e un'appassionata alpinista, tanto da essere una delle prime donne a scalare la vetta svizzera dell'Engelhorn.
A 23 anni si recò in Persia, dove si immerse subito nella cultura, nella storia e nella politica del mondo arabo. Imparò a parlare correntemente il persiano, studiò antropologia culturale e fece numerosi viaggi nel deserto, stringendo amicizia con gli sceicchi delle varie tribù nomadi e compiendo importanti scoperte archeologiche.
Con l'avvicinarsi della prima guerra mondiale, per la conoscenza diretta che aveva del Medio Oriente, i servizi segreti britannici richiesero la sua collaborazione e nel 1915 la inviarono all'Arab Bureau del Cairo. Fu anche membro della Mesopotamia Expeditionary Force a Bassora e Baghdad. Contro ogni convenzione, Winston Churchill la nominò segretaria orientale della British High Commission in Iraq. Nel 1921, lo stesso Churchill chiamò al Cairo i maggiori esperti di Medio Oriente per la conferenza che avrebbe deciso il futuro della Mesopotamia (Iran e Iraq). Vi parteciparono trentanove uomini (fra cui Lawrence d'Arabia) e una sola donna: Gertrude Bell. Gertrude non aveva iniziato con uno scopo o con un obiettivo specifico. Non aveva in progetto di diventare un'esperta del mondo arabo. Aveva trovato la sua vocazione seguendo con passione il desiderio di conoscenza e di avventura. La passione e lo spirito provocatorio di indipendenza le avevano aperto uno straordinario percorso di traguardi inauditi per le donne della sua epoca. Sul New York Times si scrisse di lei: -Le donne inglesi sono strane. Sono forse le più grandi schiave delle convenzioni che esistono al mondo, ma quando decidono di andare controcorrente, lo fanno con grande forza-.
Ci vuole coraggio per seguire la propria strada. Molti hanno già altri progetti per noi. Gertrude Bell è diventata la Regina del Deserto perchè ha rotto con le convenzioni e ha seguito con determinazione il suo cuore. E' quello che fanno i leader straordinari."

Tratto da "Il ruggito della mucca viola" clikka QUI di Seth Godin e il gruppo dei 33

13 febbraio 2007

Biglietto da visita

Sul retro di un biglietto da visita c'era scritto:
"Lavoro gratis ma mi pagano per aver paura."

12 febbraio 2007

E' in corso la mappatura del pensiero


Grazie all'apparecchio della risonanza magnetica funzionale, è possibile vedere in tempo reale le aree del cervello che si attivano o si disattivano con determinati stimoli, pensieri o attività cognitive. Di conseguenza conoscendo già gli schemi delle zone che si attivano associate a determinate intenzioni diventa possibile letteralmente leggere il pensiero!!! Vero che per farlo è necessaria un'apparecchiatura di circa due milioni di dollari, ma si sa il progresso svaluta velocemente l'Hi Tech e forse, tra qualche anno, potremmo avere l'ebbrezza di provare un videogame che leggendo gli schemi mentali del giocatore, si riesce a "manovrare" con la forza del pensiero.
Per ora sono in corso le mappature delle aree cerebrali in corrispondenza dei vari processi cognitivi. Nella foto per esempio sono mostrati gli schemi di attivazione (i due tondi a pallini) per chi si accinge a fare una sottrazione e chi un'addizione. La cosa sorprendente è che addirittura è possibile vedere se il soggetto ha iniziato ad effettuare l'operazione oppure no. In verde si vedono le aree di un soggetto che ha solo avuto l'intenzione di compiere l'operazione, mentre le aree in rosso vengono attivate quando l'intenzione è già stata posta in essere.

Foto del Bernstein Center for Computational Neuroscience Berlin
Fonte e informazioni al sito della Max Planck Society

11 febbraio 2007

Sono queste le prime!!!


Ecco le vere scarpe prototipo con gps. Queste nella foto sono quelle progettate per prime. Un proptotipo insomma. Inizialmente pensate per le signorine che svolgono quella certa attività lavorativa ... come dire... dai risvolti piccanti, in abiti succinti... avete capito no? ^___^

09 febbraio 2007

Gps da scarpa


Dal Corriere della Sera:
"Sono state realizzate da un ingegnere americano
. Scarpe con il Gps: tutti rintracciabili.
Le prime mille paia vendute sul Web sono andate a ruba. Tra un mese saranno definitivamente in commercio.

WASHINGTON - I primi mille esemplari dell'edizione limitata messi in vendita online sono andati a ruba. Per alcuni è un incubo, per altri un sogno"
...
"L'INVENTORE - Le scarpe da ginnastica munite del dispositivo che permette di localizzare ovunque chi le indossa sono state realizzate da Isaac Daniel, un ingegnere ora più soddisfatto in quanto padre che come inventore per il debutto di quello che promette essere molto più che un gadget e viene presentato come un utile strumento in casi di emergenza, soprattutto in quelli di minori scomparsi."

Clikka QUI per leggere l'articolo alla fonte.
Clikka invece QUI per maggiori informazioni.


07 febbraio 2007

La spirale discendente


A volte rompere una promessa o un proposito, può far perdere il controllo e portare a fare altre cose senza la necessaria attenzione. Queste azioni portano ad altre inconsulte azioni e così via in una specie di spirale discendente in cui l'attenzione e la ragione viene sempre più a mancare di lucidità.

Il monaco e lavedova.
Un monaco mendicante giunse in una casa in cui viveva una vedova. Costei lo fece entrare poi, dopo essersi chiusa dentro con lui, gli disse: "Se vuoi uscire da qui, o bevi questa bevanda alcolica, o fai l'amore con me oppure mi uccidi la capra." (tutte cose che andavano contro i voti del monaco)
Non avendo alcuna via di fuga, il monaco pensò: "Fra i tre mali meglio scegliere ilminore", e gli parve di potersi trarre d'impiccio col minimo danno bevendo il liquore. Così fece ma essendosi ubriacato soccombette alla seduzione della donna e fece l'amore con lei. Poi , in ultimo, gli toccò anche uccidere la capra.

Ergo... Mai distogliere l'attenzione dai buoni propositi.

02 febbraio 2007

Breve storia di un pover uomo


Un pover uomo un giorno trovò un enorme sacco d'orzo. Per conservarlo e proteggerlo lo portò a casa e lo legò ad una trave del soffitto, proprio sopra al suo letto. Felicissimo di quel tesoro, si addormentò e si mise a sognare che, vendendo l'orzo, avrebbe potuto fare un sacco di soldi. Una volta ottenuto i soldi, avrebbe potuto prender moglie e crearsi una famiglia. Pensò che avrebbe avuto certamente un figlio maschio e si chiese come avrebbe potuto chiamarlo. In quel momento un raggio di luna entrò nella stanza e l'uomo pensò: "Lo chiamerò Luna-Celebre". Mentre era tutto preso dalle sue fantasticherie, i topolini rosicchiarono la corda a cui era legato il sacco d'orzo, che gli cadde addosso e l'uccise.